TERMOGRAFIA
Tipologia di indagini
- Indagini termografiche e termoigrometriche
- Indagini endoscopiche, se necessarie
- Applicazioni pratiche
La termocamera mod. Flir T1020 e la termocamera mod. HIKMICRO SP120H posseggono la capacità di percepire e di interpretare le emissioni dei vari materiali sulla lunghezza d’onda dell’infrarosso. L’indagine, dunque, rende possibile correlare le diverse emissioni, con le temperature proprie delle singole porzioni dei materiali che compongono le superfici analizzate. Il tutto viene restituito in una mappatura grafica sulla banda dell’onda visibile, il cui esame rende possibile raggiungere le conclusioni ricercate.
In aggiunta alla termocamera, è adoperato anche un termoigrometro (misuratore di umidità dei materiali, temperatura, umidità relativa dell’aria, ecc.) mod. FLIR MR77 che permette di effettuare tutte le misurazioni critiche e avanzate richiesteper l’indagine (umidità relativa, temperatura indoor e outdoor, ecc.).
- Termocamera ad infrarossi avente le seguenti caratteristiche principali:
- Detector FPA Microbolometrico (1024×768 pixel)
- Sensibilità termica: <0,002 °C
- Ottica standard (FOV/min. focus): 28°x21° m
- Campo di misura: da -40°C a +2.000°C
- Puntatore Laser
- Strumenti di misura: 10 puntatori, 5 + 5 aree (rettangoli, cerchi) con min./max./media
- Banda spettrale: 7,5 – 14 µm
- Correzione della misura: Emissività, temperatura riflessa, umidità relativa, temperatura atmosferica, distanza dell’oggetto, compensazione finestra IR esterna
- Misura automatica della temperatura massima e minima
- Allarme punto di rugiada
- Allarme isolamento
- Bussola GPS integrata
- Fotocamera integrata 3,1 megapixels, il FoV si adatta all’ottica IR
Termocamera modello HIKMICRO SP120H
- Termocamera ad infrarossi avente le seguenti caratteristiche principali:
- Alta risoluzione termica: 1280 x 1024 (1.310.720 pixel),
- NETD: < 20 mK (@ 30 °C, F#=1.0)
- Gamma di misurazione della temperatura: da -40°C fino a 2.200°C (-40°F to 3992°F)
- Precisione di alto livello: ±1°C (da 0 a 100°C) e ±1% per temperature superiori
- Schermo rotante a 90° e lente rotante a 180°
- Mirino elettronico OLED da 1024 x 768 e display LCD da 5,1″ con luminosità automatica
- Zoom digitale continuo fino a 12x per un’esperienza visiva dettagliata
- Funzioni di annotazione GPS e bussola per un monitoraggio accurato
- Fino a 4 ore di autonomia, ideale per lunghe sessioni di ispezione
Le suddette termocamere possiedono la capacità di percepire e di interpretare le emissioni dei vari materiali sulla lunghezza d’onda dell’infrarosso. L’indagine, dunque, rende possibile correlare le diverse emissioni, con le temperature proprie delle singole porzioni dei materiali che compongono le superfici analizzate. Il tutto, poi, viene restituito in una mappatura grafica sulla banda dell’onda visibile, il cui esame rende possibile raggiungere le conclusioni ricercate. La termocamera converte la radiazione nello spettro dell’infrarosso in un’immagine visibile, che viene presentata in scala di grigi, o con diverse tavolozze cromatiche, per semplificarne la lettura. Mentre l’occhio umano è in grado di apprezzare la radiazione elettromagnetica solo nello spettro di lunghezza d’onda λ tra 0,4 – 0,7 μm, l’area dell’infrarosso si estende da 0,9 a 14 μm. Le termocamere usate per le ispezioni edili, e quella qui consigliata, operano nel campo da 7,2 a 14 μm.
Tra la radiazione elettromagnetica e la temperatura esiste una relazione, che è espressa nella legge di Stephan-Boltzmann:
- W = σ · T4
- W = Intensità della radiazione
- σ = Costante di Stephan-Boltzmann = 5,67 · 10-8 W/(m2·K4)
- T = Temperatura misurata in gradi Kelvin.
Con l’ausilio di questa formula, la termocamera, non solo percepisce la radiazione emessa e riflessa da una superficie, ma è anche in grado di calcolare la temperatura su di essa. La temperatura, poi, svela tutte le anomale esistenti.
Perchè scegliere noi?
Il mercato è pieno di offerte anche analoghe alla nostra, ma quello che davvero fa la differenza è la passione e la cura che abbiamo nel nostro lavoro. Quella stessa passione che ci ha portato ad acquisire la strumentazione migliore e a studiare a fondo come mettere insieme nuove tecnologie e grande esperienza.

Competenza certificata

Trentennale esperienza

Dotazione tecnica
Analisi termografica
L’analisi termografica è dunque un’indagine di tipo indiretto, non invasivo, che consente di ispezionare “a distanza” le porzioni sottoposte ad indagine. La predetta analisi permette di verificare l’esistenza di danni (ponti termici conduttivi convettivi e irradianti, infiltrazioni, distacchi, ammaloramenti, ecc.) sia nello stato latente e non ancora visibile alla vista, sia nello stato conclamato.
Una buona analisi termografica permette di:
- verificare la presenza di acqua all’interno della muratura, causata da infiltrazioni, risalita capillare, condensazione o perdite accidentali;
- localizzare le dispersioni energetiche dell’involucro edilizio e quindi l’eventuale presenza di ponti termici sulla muratura.
- verificare lo stato di aderenza del rivestimento esterno al supporto; per esempio, quando avviene il distacco dell’intonaco o dei rivestimenti ceramici dai prospetti esterni;
- individuare le strutture non a vista, come la lettura della tessitura muraria o la presenza di elementi quali pilastri, travi, ecc. nella muratura.
Strumenti
Casi applicativi di esempio
Qui possiamo notare un’infiltrazione insidiosa, poiché occultata sul cornicione appena risanato della Cattedrale storica del Comune di Provvidenti (CB)
travetto rompi tratta trasversale. Tale carenza costruttiva è alla base della formazione delle lesioni sull’intonaco, le quali sono appunto dovute alla deformazione trasversale dell’impalcato.
Prospetti i c.a. a facciata vista
L’analisi termica rileva l’esistenza di zone del copriferro che sono interamente distaccate ed altre che sono in procinto di distacco. Le zone distaccate o in procinto di distacco sono caratterizzate da temperature più elevate poichè la minor massa della parte distaccata facilita l’innalzamento della temperatura sotto l’effetto dell’irraggiamento solare.
La termografia mostra l’esistenza di distacchi di copriferro su un balcone in c.a. a faccia vista.
L’analisi termica permette di riconoscere il tessuto della muratura che è costituota da mattoni pieni.
Indagini endoscopiche
DIAGNOSTICA
Le indagini endoscopiche.
Esistono 3 tipi di strumenti (endoscopio rigido, endoscopio flessibile con fibre ottiche e videoendoscopio) con caratteristiche costruttive differenti e con diverse possibilità operative e sono tutti caratterizzati da un diametro piccolo dai 6 ai 16 mm della sonda d’esplorazione.
L’affidabilità di questa tecnica di indagini è significativa, poiché consente di controllare direttamente lo stato delle strutture e dei materiali con il limite, di essere un controllo distruttivo, seppur ristretto alla zona circoscritta dalla superficie del foro.
L’indagine si può classificare come non invasiva oppure come microinvasiva, a seconda dei casi, in quanto nel secondo caso con un semplice e piccolo foro eseguito con un trapano a punta svasata (quindi trattasi di un intervento minimale e non distruttivo) consente di classificare la tipologia, stratigrafia, consistenza e natura del materiale che costituisce la struttura indagata, attraverso la visualizzazione digitale immediata della superficie laterale interna del foro.
I video endoscopi più evoluti, come quello in nostro possesso, consentono l’eventuale restituzione di una documentazione fotografica ad alta risoluzione o di reportage video dettagliati. Con l’ausilio della prova endoscopica, inoltre, è possibile indagare con facilità l’integrità di intercapedini, interstizi, interspazi, bocchettoni, discendenti, ecc., le discontinuità ed i vuoti interni ai setti murari (murature a sacco), o ai solai orizzontali ed inclinati (orditure strutturali e lignee), intercapedini e strutture portanti di controsoffitti, e quant’altro nascosto alla vista ma raggiungibile con un microforo.