L’intervento di miglioramento sismico viene differenziato per i due corpi di fabbrica di cui si compone l’edificio: “corpo A” e “corpo B”.
Per il Corpo A, Il progetto di consolidamento è fortemente condizionato dall’esistenza dei rivestimenti in travertino sulla facciata principale dell’edificio e dall’obiettivo generale di non volere incrementare in modo “visibile” le sezioni della struttura portante del telaio originario. La struttura dell’edificio, infatti, è essa stessa architettura, per cui un intervento fortemente invasivo sulle sezioni strutturali avrebbe avuto un impatto altrettanto invasivo sull’architettura originaria.
Dal modello d’analisi eseguita, almeno per il corpo A, gli elementi strutturali che nella condizione di ante operam entrano in crisi sono per lo più le travi dei lati corti dell’edificio. Non per tutte le travi è stato però necessario prevedere il consolidamento, in quanto nel modello post operam si è poi conseguita una redistribuzione delle rigidezze e dunque delle sollecitazioni.
Si è operato applicando le armature integrative necessarie per il raggiungimento della condizione di sicurezza solo sull’estradosso delle travi, dopo aver demolito per tratti la muratura della fodera interna della tamponatura. Per quanto riguarda l’implementazione delle staffe deputate alla resistenza alla sollecitazione di taglio, si è operato applicando della piastre di acciaio sulla faccia laterale interna delle singole travi, in modo da ricostituire la necessaria sezione di acciaio resistente.
Per le travi visibili sui prospetti esterni si è operato un accoppiamento tra i profilati costituenti il telaio di sostegno dei nuovi infissi e le travi in c.a. esistenti. In questo accoppiamento si è utilizzata la sezione di acciaio dei profilati, che sono stati disposti all’estradosso e all’intradosso della trave generica di c.a., la quale è stata omogeneizzata in una equivalente sezione di c.l.s. ed acciaio.
Per le travi non visibili sui prospetti esterni (in quanto inglobate interamente nelle murature) è stato adoperato il sistema del placcaggio con l’applicazione di un’armatura integrativa in barre sul perimetro esterno dell’elemento, a cui segue l’applicazione di uno strato di ricopertura in c.l.s. fornito a spritz-beton.
Per evitare gli sbandamenti e le deformazioni laterali, il telaio è stato provvisto di opportuni controventi e soprattutto si è operato un vincolo di “carrello verticale” al piede della struttura. Per non far gravare il proprio peso sul solaio del piano terra, la base del telaio dell’ascensore, su cui peraltro poggiano tutti gli organi meccanici di azionamento della cabina e su cui sono installati i respingenti in caso di caduta della cabina stessa, è stata tenuta sollevata di 5 cm dal calpestio; tale misura è sufficiente a compensare le deformazioni sotto carico che il calcolo ha dimostrato essere di minore entità.
Indagine termografica
L’ispezione ad infrarossi (IR), rappresenta un mezzo efficace “non invasivo” e “non distruttivo” per diagnosticare gli edifici in generale. L’applicazione del metodo termografico, nel caso in esame, ha svelato la presenza di temperature più calde o più fredde, che possono indicare la presenza di elementi (strutturali) che posseggono una capacità termica e dunque una temperatura diversa rispetto a quella dei rivestimenti murari. L’effetto finale dell’analisi è stato rendere osservabile la struttura portante dell’edificio che era invece per lo più occultata alla vista. Il risultato si è conseguito senza alcuna demolizione e senza l’ausilio di opere provvisionali.